Sindrome da iperviscosità ematica: la plasmaferesi è l’unica soluzione?

Il sangue, come tutti i fluidi, è dotato di una sua peculiare resistenza allo scorrimento che viene definita viscosità.

Tale resistenza allo scorrimento è determinata da due fattori: gli elementi corpuscolati (globuli rossi, bianchi e piastrine) e le proteine plasmatiche.  La sindrome da iperviscosità ematica è quindi caratterizzata dal rallentato flusso ematico nei capillari.

Questa condizione può capitare ad ogni età ma è più frequente nei neonati, tuttavia i soggetti maggiormente esposti al rischio di sviluppare la sindrome da iperviscosità sono i pazienti precedentemente colpiti da una delle seguenti condizioni patologiche: leucemia, linfoma linfoplasmocitico, policitemia vera, gammopatie monoclonali, mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström.

I sintomi che reca la sindrome da iperviscosità possono essere: mal di testa, stordimento, vertigini, problemi di vista e sanguinamenti. Si rivela quindi necessaria la plasmaferesi, una procedura che consente la separazione del plasma dagli elementi corpuscolati del sangue attraverso centrifugazione, permettendo di rimuovere dal sangue la componente monoclonale e riducendo, così, la viscosità del fluido ematico.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ho letto e accettato la Privacy Policy

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This Campaign has ended. No more pledges can be made.


    Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.donatori-sanmarco.it/home/wp-content/plugins/appthemer-crowdfunding/includes/theme-stuff.php on line 122